La ricerca Nomisma “Young Vet Insight” racconta la professione veterinaria di oggi, fra aspettative e difficoltà. Da questa fotografia emerge una profonda pressione dal punto di vista psicologico che talvolta sfocia in gravi stati di burnout. Ne abbiamo parlato con il dott. Giordano Nardini, direttore sanitario della Clinica Veterinaria Modena Sud (Gruppo Animalia), fra i relatori dell’evento “Young Vet – Prospettive, sfide e opportunità per i veterinari di oggi e di domani”, organizzato da Purina a Milano.
Dott. Nardini, la cosiddetta compassion fatigue, che può portare a stati di burnout, come si manifesta nella quotidianità?
“Sono scenari abbastanza variabili. Di solito la vedo come una paralisi di fronte alla situazione, soprattutto nella gestione del cliente oltre che del caso clinico. Avendo una struttura aperta 24 ore su 24, quando i medici si trovano a dover scegliere in emergenza, di notte o di domenica, con il cliente agitato, chi si trova in quelle condizioni psicologiche non riesce a prendere decisioni immediate. Questa forma di paralisi li porta, nel giro di pochi mesi, ad abbandonare la struttura oppure a rifugiarsi nelle università o nelle grandi corporate, per sentirsi più protetti, anche dal punto di vista legale”.







