Curare un animale significa ascoltare ciò che non può dire a parole. Non basta dargli una medicina ma diventa obbligatorio capire i suoi silenzi, il suo immobilismo o la sua irrequietezza: le sue urla mute di dolore.
Da bambini, in tanti sognavamo di curare gli animali. Chi ha avuto la fortuna di averne uno, giocava al dottore con lui, accarezzando il sogno di diventare veterinario e di salvare tutti gli animali del mondo.
Come tutte le professioni di cura, anche il mestiere del veterinario non è immune da quell’usura psichica che si chiama burnout.
A differenza del burnout aziendale, che deriva da carichi di lavoro e infinita burocrazia da assolvere, il veterinario soffre di un esaurimento emotivo specifico, figlio dell'empatia.
Assorbire quotidianamente il dolore degli animali e il lutto dei proprietari è un lento processo usurante per la psiche.






