Nonostante la leggenda, talvolta la realtà è diversa e più semplice di ciò che sembra. È il caso di quella che è stata la famosa trattoria Da Vito, nel quartiere Cirenaica a Bologna. Poeti, pittori, musicisti, ballerini, attori e cantanti sono stati per almeno cinque lustri tra i frequentatori abituali della trattoria (...). Col passare degli anni, il locale, grazie anche alla fantasia di alcuni giornalisti, è stato raccontato come una sorta di caffè letterario, una specie di cenacolo intellettuale dove si affrontavano e si risolvevano i problemi dei massimi sistemi. Niente di più sbagliato.

Il locale di Vito è stato per oltre trent’anni, semplicemente, il bar di riferimento di Francesco Guccini e Lucio Dalla e dei loro rispettivi amici, che nel tempo sono diventati un gruppo unico. Insomma, un bar come tanti dove si giocava, si cazzeggiava, si discuteva, si facevano scherzi, nascevano amori, ci si prendeva allegramente in giro e fioccavano i soprannomi. Lucio era chiamato Ragno e Francesco il Maestro.

Vito aveva un carattere allegro e gioviale e soprattutto era un gran burlone. (....) Una sera si presentò al bar un tipo tarchiato sulla quarantina, con l’aria poco sveglia, che gli disse: "Vorrei bere tutto quello che beve Francesco Guccini". A Vito non parve vero. Gli servì di tutto e di più; anche bevande che Francesco non avrebbe mai neppure annusato. Il malcapitato lasciò il locale qualche ora dopo, ubriaco fradicio. Come bicchiere della staffa gli propinò un Vov corretto al gin (...).