Le ispezioni dei carabinieri lungo il fiume AddaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciTrezzo sull’Adda (Milano) – Mentre la portata del fiume cala e la grande calura che non dà tregua sta prosciugando le riserve del territorio, c’è chi preleva acqua senza averne diritto. È il dato che emerge dai controlli straordinari dei carabinieri forestali lungo le sponde dell’Adda: in un’estate segnata da siccità e da temperature eccezionali, le verifiche sui punti di captazione hanno messo a nudo un quadro di irregolarità diffuse.

Su 108 ispezioni nei bacini lombardi, 22 sono risultate fuorilegge. In sostanza, quasi un contatore o un impianto su cinque nascondeva un abuso o un’anomalia, con contestazioni che ammontano a 46mila e 500 euro.

Gli accertamenti, condotti nella seconda metà di luglio nell’ambito della convenzione triennale stipulata tra la Regione e il ministero dell’Agricoltura, hanno visto scendere in campo una task force importante: 69 nuclei territoriali e cinque nuclei parco. La lente d’ingrandimento degli investigatori si è concentrata sull’asta dell’Adda e sui principali bacini idrici — dal Po al Serio, dall’Oglio al Mincio, fino ai grandi laghi —, con l’obiettivo di verificare il possesso delle concessioni e la correttezza dei volumi sottratti.