Quest’anno l’elenco delle vittime si è già allungato, pochi giorni fa ha perso la vita proprio un 57enne vapriese. L’ordinanza è l’occasione per ribadire un divieto che non cessa mai: non tuffatevi nell’Adda. Via alle multe per i trasgressoriL’ordinanza è l’occasione per ribadire un divieto che non cessa mai: non tuffatevi nell’Adda. Vaprio firma e a cascata tutti i Comuni della zona che ogni estate provano a salvare la gita ai gitanti. Quest’anno l’elenco delle vittime si è già allungato, pochi giorni fa ha perso la vita proprio un 57enne vapriese per il quale è stato fatale il bagno nel tratto bergamasco. Rafael Fernando Arregui Cuadro è rimasto sul fondale per oltre 20 minuti, a valle della diga Sant’Anna, a ucciderlo lo choc termico. Niente bagni anche nel Naviglio della Martesana e nelle diramazioni. Nel mirino del sindaco Marco Galli "la balneazione abusiva e i rischi che comporta" per i trasgressori sono previste multe fino a 500 euro. Illecito "anche lo stazionamento sui manufatti idraulici del fiume e del canale, spesso utilizzati come punti di accesso e giochi in acqua".

Alla base della decisione ci sono le caratteristiche stesse del fiume: correnti imprevedibili, fondali irregolari, improvvisi mulinelli e temperature a che possono provocare malori anche a pochi metri dalla riva. Con l’arrivo del grande caldo, aumenta il timore di un assalto alle rive, frequentate ogni anno da centinaia di persone in cerca di refrigerio. Per questo le amministrazioni dei Comuni attraversati dal fiume hanno scelto una linea comune, intensificando i richiami alla prudenza e i controlli. Il problema riguarda soprattutto alcuni punti diventati nel tempo luoghi abituali per una giornata di sole e acrobazie, a Concesa e nel territorio cassanese. L’acqua invita e gli appelli svaniscono polverizzati dalla colonnina di mercurio che sale. Comportamenti che, secondo gli amministratori, "nascondono rischi spesso sottovalutati". Chi vive qui da sempre conosce le insidie dell’Adda. Chi arriva da fuori magari non sa che una corrente o un improvviso cambio di profondità possono essere fatali. "Abbiamo visto troppi drammi in questi anni: vite spezzate per una leggerezza, per la convinzione che il pericolo riguardi sempre gli altri", sottolineano i Comuni. L’obiettivo è scoraggiare le condotte più pericolose e ricordare un messaggio semplice: il fiume all’apparenza è tranquillo, ma sotto la superficie può diventare una trappola mortale.