HomeMilanoCronacaTuffi proibiti lungo i navigli: "Ancora troppe persone ignorano i nostri divieti"Scattano le ordinanze contro il rischio di annegamenti. Corrente irregolare, fondale melmoso, inquinamento.Soccorritori in azione sul NaviglioRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciRischio incidenti e annegamenti, "tuffo proibito" anche nei navigli, tornano le ordinanze di divieto della balneazione. Un’ordinanza già emessa lo scorso anno rimarrà in vigore per l’intero triennio 2025-2028. Ma "repetita iuvant", e da siti e albi comunali scatta, con l’arrivo della calura estiva, il “remind“ alla cittadinanza. Il divieto permanente di balneazione riguarda i navigli, in zona est il Naviglio Martesana, ma anche tutti i canali secondari e i corsi d’acqua, dalle rogge ai fontanili, presenti sui territori dei comuni.

Sebbene il fiume detenga il primato assoluto in termini di incidenti d’acqua e annegamenti, anche i tuffi nel naviglio o nei canali hanno avuto, in più di un’occasione, epilogo tragico. Lo scorso anno, a Trezzo, un sedicenne affogò nel Martesana nei primissimi giorni dopo la fine della scuola. Questo il testo dell’ordinanza riportata, nei giorni scorsi, all’albo pretorio del comune di Gorgonzola. La Regione, lo scorso anno, aveva notificato ai comuni lombardi l’elenco delle ‘acque di balneazione’ lombarde. Nell’elenco non vi sono i navigli, "che, per natura intrinseca, e come da legge, non sono corpi idrici superficiali destinabili alla balneazione, bensì manufatti idraulici destinati ad altri usi: irriguo, industriale, navigazione, produzione forza elettromotrice".