Questa lettera è per te Claudio, non so se la leggerai mai, non so se te ne parlerò mai, ma mi sembra un primo passo. So che hai capito che dietro al mio silenzio, alla mia assenza, fisica e mentale, c’è qualcosa di serio e che non riesco e non voglio confessare. Probabilmente stai facendo finta di niente aspettando che la nottata passi e torni a splendere il sole. Ma io non vedo orizzonte in questo momento in cui quello che siamo stati, una cosa sola, si sta sgretolando diventando un ricordo. Dove è finita la magia che ci ha uniti? Non sono stata io a romperla con il mio tradimento che qui ti confesso e per cui ti chiedo perdono. Quello è stata una conseguenza della mia paura di perdere quello che avevamo e che iniziavo a non riconoscere più. Ti ho tradito, e ripeterlo mi illude che alla fine questa sensazione di oppressione, il senso di colpa, rimanga in quella scatola sigillata dove nemmeno i ricordi possono accedere. So che sai e lo vedo dai tuoi occhi dove leggo delusione e vorrei leggere rabbia. Ma tu non sei così, sei un’anima gentile e a quel sentimento feroce non hai mai permesso di inquinarti. Ho paura di perderti, perché non ce la farei senza di te. I cinque anni che abbiamo passati insieme, da quel giorno che ci siamo scontrati in un corridoio dell’azienda dove lavoriamo, sono stati pura magia. Il primo bacio in ascensore, il sesso in macchina mentre andavamo nella tua casa al mare e non siamo riusciti ad aspettare. Non pensavo sarebbe successo di nuovo dopo la fine del mio matrimonio, a 40 anni mi sentivo “vecchia” e non desiderabile. Poi sei arrivato tu con la tua ironia e quel sorriso che mi rassicura e mi avvolge come un piumino quando fa freddo d’inverno. Con te è stata sempre primavera, mai gelo né afa. Come se ti conoscessi da sempre. Cosa è l’amore? Possedere il desiderio dell’altro? Accettare la fedeltà come scambio per avere un approdo sicuro? O solo emozione e condivisione? Me lo chiedo perché non riesco ad accettare di aver tradito il nostro passo, vorrei implorare il tuo perdono, dirti che sei l’unico uomo che vedo al mio fianco, ma non mi esce la voce. Non ho il coraggio. Non so perché è successo, ma è successo. In una serata in cui avevo bevuto un bicchiere di troppo, in un viaggio tra amiche, la nostra riunione di liceali che ti fa sorridere e che hai sempre appoggiato. Perché tu sei così, desideri che io sia felice. Vorrei dirti “è stato solo sesso”. Ma capisco che in questa frase le due sillabe di “solo” stonano come una chitarra accordata male. E qualsiasi scusa potrei accampare sarebbe male accordata. Non esiste giustificazione possibile, ma solo il fatto di averti tradito. Adesso ho paura che questo “non detto” si metta tra di noi come una fessura destinata a diventare un baratro. Ci siamo sempre detti che per noi era importante la sincerità, che saremmo stati in grado di comprendere, di salvaguardare il nostro amore, noi due. Ma adesso quelle mi sembrano parole che non reggono alla prova dei fatti. È così? Leggiamo sempre insieme questa rubrica e forse mi riconoscerai in questo racconto. Spero che questo spazio possa essere un filtro alla mia confessione, ma anche alle tue emozioni e alla tua delusione. Con amore. D. La risposta Cara D. spero che questa rubrica possa esserti d’aiuto, come fosse una stanza di compensazione delle vostre diverse emozioni, ma non credo sia possibile. Se si riconoscesse in questa storia non credo sarebbe contento, perché se ha capito e non parla significa che non è pronto ad affrontare questa confessione. A volte è più facile accettare qualcosa che si sa ma che gli altri pensano che tu non sappia. Non è codardia, non è ipocrisia, è bisogno di analizzare le cose in solitudine senza il rumore di consigli e anche di richieste di perdono. Tradire capita. Una notte di sesso con qualcuno non significa necessariamente non amare più il proprio compagno/a, ma farlo perché quello che hai non ti basta più è molto diverso. Perché in quelle ore passate tra le braccia di un altro lui non può che vedere non la fine di un patto (in amore qualsiasi patto è destinato a essere cancellato dalle emozioni) ma la crisi della vostra relazione. Cosa di cui anche tu sei consapevole. Molte volte ho parlato in queste righe domenicali della resistenza dell’amore dopo la fine delle farfalle nello stomaco, della chimica. Un passaggio difficile in cui occorre avere ben chiare le priorità. Ripeto, una notte di sesso può non significare nulla e invece può significare tutto. Ci sono persone che hanno bisogno, per vivere in coppia, di quell’adrenalina iniziale che rende tutto facile e superabile. Mentre c’è chi si sente appagato da quella calma che segue la tempesta degli ormoni e delle emozioni, riconducendo quell’alchimia a una piacevole consuetudine a due. Occorre conoscersi per capire cosa veramente si vuole e spesso il sesso è una cartina di tornasole. Lo desideri ancora il tuo compagno? E lui? Sono cose che non mi dici e che possono essere una spia dello stato dell’arte della vostra relazione. Se lui sa e non chiede potrebbe avere paura delle conseguenze, di se stesso, del non saper andare oltre al suo orgoglio. Mentre “non sapendo” potrebbe andare oltre con maggiore facilità. Non lo so, ma la confessione attraverso questo espediente (tra l’altro è la seconda vota che mi capita) non mi sembra una buona idea. Fammi sapere. Tutte le lettere e le risposte di Maria Corbi
Caro Claudio, ti ho tradito
Questa lettera è per te Claudio, non so se la leggerai mai, non so se te ne parlerò mai, ma mi sembra un primo passo. So che hai capito che dietro al mio silenzio, alla mia assenza, fisica e mentale, c’è qualcosa di serio e che non riesco e non voglio confessare. Probabilmente stai facendo finta di niente aspettando che la nottata passi e torni a splendere il sole. Ma io non vedo orizzonte in questo momento in cui quello che siamo stati, una cosa sola, si sta sgretolando diventando un ricordo. Dove è finita la magia che ci ha uniti? Non sono stata io a romperla con il mio tradimento che qui ti confesso e per cui ti chiedo perdono. Quello è stata una conseguenza della mia paura di perdere quello che avevamo e che iniziavo a non riconoscere più. Ti ho tradito, e ripeterlo mi illude che alla fine questa sensazione di oppressione, il senso di colpa, rimanga in quella scatola sigillata dove nemmeno i ricordi possono accedere. So che sai e lo vedo dai tuoi occhi dove leggo delusione e vorrei leggere rabbia. Ma tu non sei così, sei un’anima gentile e a quel sentimento feroce non hai mai permesso di inquinarti. Ho paura di perderti, perché non ce la farei senza di te. I cinque anni che abbiamo passati insieme, da quel giorno che ci siamo scontrati in un corridoio dell’azienda dove lavoriamo, sono stati pura magia. Il primo bacio in ascensore, il sesso in macchina mentre andavamo nella tua casa al mare e non siamo riusciti ad aspettare. Non pensavo sarebbe successo di nuovo dopo la fine del mio matrimonio, a 40 anni mi sentivo “vecchia” e non desiderabile. Poi sei arrivato tu con la tua ironia e quel sorriso che mi rassicura e mi avvolge come un piumino quando fa freddo d’inverno. Con te è stata sempre primavera, mai gelo né afa. Come se ti conoscessi da sempre. Cosa è l’amore? Possedere il desiderio dell’altro? Accettare la fedeltà come scambio per avere un approdo sicuro? O solo emozione e condivisione? Me lo chiedo perché non riesco ad accettare di aver tradito il nostro passo, vorrei implorare il tuo perdono, dirti che sei l’unico uomo che vedo al mio fianco, ma non mi esce la voce. Non ho il coraggio. Non so perché è successo, ma è successo. In una serata in cui avevo bevuto un bicchiere di troppo, in un viaggio tra amiche, la nostra riunione di liceali che ti fa sorridere e che hai sempre appoggiato. Perché tu sei così, desideri che io sia felice. Vorrei dirti “è stato solo sesso”. Ma capisco che in questa frase le due sillabe di “solo” stonano come una chitarra accordata male. E qualsiasi scusa potrei accampare sarebbe male accordata. Non esiste giustificazione possibile, ma solo il fatto di averti tradito. Adesso ho paura che questo “non detto” si metta tra di noi come una fessura destinata a diventare un baratro. Ci siamo sempre detti che per noi era importante la sincerità, che saremmo stati in grado di comprendere, di salvaguardare il nostro amore, noi due. Ma adesso quelle mi sembrano parole che non reggono alla prova dei fatti. È così? Leggiamo sempre insieme questa rubrica e forse mi riconoscerai in questo racconto. Spero che questo spazio possa essere un filtro alla mia confessione, ma anche alle tue emozioni e alla tua delusione. Con amore. D. La risposta Cara D. spero che questa rubrica possa esserti d’aiuto, come fosse una stanza di compensazione delle vostre diverse emozioni, ma non credo sia possibile. Se si riconoscesse in questa storia non credo sarebbe contento, perché se ha capito e non parla significa che non è pronto ad affrontare questa confessione. A volte è più facile accettare qualcosa che si sa ma che gli altri pensano che tu non sappia. Non è codardia, non è ipocrisia, è bisogno di analizzare le cose in solitudine senza il rumore di consigli e anche di richieste di perdono. Tradire capita. Una notte di sesso con qualcuno non significa necessariamente non amare più il proprio compagno/a, ma farlo perché quello che hai non ti basta più è molto diverso. Perché in quelle ore passate tra le braccia di un altro lui non può che vedere non la fine di un patto (in amore qualsiasi patto è destinato a essere cancellato dalle emozioni) ma la crisi della vostra relazione. Cosa di cui anche tu sei consapevole. Molte volte ho parlato in queste righe domenicali della resistenza dell’amore dopo la fine delle farfalle nello stomaco, della chimica. Un passaggio difficile in cui occorre avere ben chiare le priorità. Ripeto, una notte di sesso può non significare nulla e invece può significare tutto. Ci sono persone che hanno bisogno, per vivere in coppia, di quell’adrenalina iniziale che rende tutto facile e superabile. Mentre c’è chi si sente appagato da quella calma che segue la tempesta degli ormoni e delle emozioni, riconducendo quell’alchimia a una piacevole consuetudine a due. Occorre conoscersi per capire cosa veramente si vuole e spesso il sesso è una cartina di tornasole. Lo desideri ancora il tuo compagno? E lui? Sono cose che non mi dici e che possono essere una spia dello stato dell’arte della vostra relazione. Se lui sa e non chiede potrebbe avere paura delle conseguenze, di se stesso, del non saper andare oltre al suo orgoglio. Mentre “non sapendo” potrebbe andare oltre con maggiore facilità. Non lo so, ma la confessione attraverso questo espediente (tra l’altro è la seconda vota che mi capita) non mi sembra una buona idea. Fammi sapere. Tutte le lettere e le risposte di Maria Corbi






