La storia di questa donna di Milano parla di un tradimento fatto non di intimità fisica, ma emotiva. La psicologa: “Rifugiarsi nell’attenzione di un altro è molto più semplice che affrontare il disagio di un dialogo autentico con il partner”

di Veronica Mazza

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“Ho iniziato a rivedere Luca, il mio ex, per un favore, poi per abitudine, poi per cercare qualcosa che non trovavo più nella mia relazione ufficiale. A casa c’era Andrea, che mi voleva bene ma non mi vedeva davvero: un compagno presente solo a metà, distratto, convinto che bastasse esserci fisicamente. Fuori casa c’era Luca, che non voleva tornare con me, ma che continuava a prestare attenzione alle mie parole, alle mie ansie, ai miei silenzi. Capiva le mie fragilità e sapeva leggermi dentro come nessuno faceva più”. A consegnarci, questa volta, la sua storia di infedeltà, è Marta C., un’impiegata amministrativa di 35 anni residente a Milano. “Non c’è stato un bacio, non siamo andati a letto insieme: il mio tradimento è nato dalle omissioni, dall’intimità emotiva che ho trovato in Luca e che non ricevevo più a casa. Ho nascosto piccoli dettagli, poi intere ore, finché il silenzio è diventato un’altra vita”. Se volete raccontare la vostra storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, potete scrivere una mail a tradimenti@gedi.it