La scoperta del tradimento, la rabbia verso l’altra donna, poi la presa di coscienza che le fa sentire unite. La psicologa: “Tra le due donne ingannate si è instaurata una forte connessione emotiva”
di Veronica Mazza
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“Per mesi ho pensato di essere io quella sbagliata, quella tradita e sostituibile. Avevo concentrato tutta la rabbia su una donna che nemmeno conoscevo, convinta che fosse la causa della mia sofferenza. Solo dopo ho capito che la verità era un’altra, molto più dolorosa ma anche liberatoria”. Ci scrive Cristiana G., nome di fantasia dietro cui si cela una donna di 38 anni, che vive a Torino e lavora come project manager nel settore digitale. “Pensavo solo al fatto di essere stata tradita, non avrei mai pensato che a essere state ingannate potevamo essere in due”.
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