Invito coloro che amano le storie di successo, i ragazzi che dal nulla diventano milionari, a soffermarsi un attimo sulle parole del procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, a proposito della mega multa di 567 milioni di dollari inflitta a Meta il colosso informatico di proprietà del quarantenne miliardario Mark Zuckerberg. “Meta sapeva da anni che le sue piattaforme creavano problemi alla salute mentale dei bambini e connettevano i predatori con loro. Ha scelto il coinvolgimento e il profitto e oggi paga questa scelta”. Il profitto prima di tutto, prima della salute mentale dei bambini, dei danni alle loro famiglie, prima ancora del mettere quei bambini a disposizione di predatori sessuali. A marzo un altro tribunale del New Mexico aveva condannato Meta al pagamento di altri 375 milioni di dollari sempre per lo stesso motivo. L’azienda si difende dicendo che sta lavorando “duramente per garantire la sicurezza delle persone sulle nostre piattaforme e siamo stati trasparenti riguardo alle sfide legate all’identificazione e alla rimozione di malintenzionati e contenuti dannosi”. Trovo bellissimo che i 567 milioni vadano in un fondo che finanzierà progetti per “porre rimedio ai danni provocati dall’azienda compresi i soldi per il trattamento dei giovani danneggiati dai social”. Giorni fa il Cesvi ha pubblicato il suo rapporto annuale “Indice sul maltrattamento e la cura per l’infanzia in Italia”, cercatelo su Internet. Il titolo è già significativo: Generazione sola. “C’è — dice il rapporto — una stretta correlazione tra il deterioramento della salute mentale collettiva, le crisi socio-economiche e l’aumento di trascuratezza e violenza assistita”. Una soluzione possibile è mettere il bambino al centro di “una comunità di cura” ovvero rafforzare la rete dei servizi territoriali. Il governo nell’ultima legge di bilancio ha stanziato 80 milioni “per la salute mentale” come dire un euro e 35 centesimi all’anno per ognuno di noi. Non sono i 567 milioni per i minori del New Mexico.
Il profitto prima dei bambini
La megamulta a Zuckerberg e la salute mentale dei nostri figli













