di
Paolo Di Stefano
Il cantautore poteva essere tutto: lirico, sentimentale, politico, irridente. Disponeva di una tastiera stilistica enorme
Francesco Guccini è stato il più lirico e il più narrativo, il più impegnato e il più sentimentale, il più e il meno politico, il più e il meno realista. Il più popolare e il più colto tra i cantautori italiani. Disponeva di una tastiera stilistica enorme.
Basti pensare, rimanendo a un giro di anni molto ristretto, alla distanza che separa la ballata epica della Locomotiva dalla malinconia della Canzone della bambina portoghese o dal quadro sironiano de Il Vecchio e il Bambino.











