Recentemente abbiamo riportato dei tentativi di recupero di Ship 40, il secondo stadio di Starship impiegato durante il tredicesimo volo (Flight 13), avvenuto alla fine di luglio. Come sappiamo, se Super Heavy Booster 20 ha avuto un impatto duro con l'acqua nel Golfo del Messico, il secondo stadio è invece riuscito a eseguire correttamente la manovra con i propulsori che hanno funzionato come ci si aspettava.

The SpaceX Recovery team is still working to recover Flight 13�s Starship from the Indian Ocean. They�ve been overcoming challenging conditions and increasingly rough seas as they attempt to guide the 52m long spacecraft to port pic.twitter.com/ECT5FyCvr7— SpaceX (@SpaceX) August 7, 2026

Un imprevisto è stata però la capacità di Ship 40 di continuare a galleggiare sulla superficie dell'Oceano Indiano. Questo evento non era stato preventivato da SpaceX che in passato ha fatto esplodere il secondo stadio di Starship permettendo da un lato di non lasciare un oggetto galleggiante di diverse tonnellate in balia delle onde e dall'altro di proteggere segreti coperti da ITAR. Per questo, nonostante fosse presente una nave nelle vicinanze (GO Australis) non è stato da subito tentato il recupero e sono state chiamate altre due navi di supporto non previste inizialmente.