Il Vibrio vulnificus, noto come batterio mangiacarne, si può trovare nelle acque salmastre, dove acqua dolce e acqua salata si incontrano. Si muove soprattutto in ambienti caldi e con il cambiamento climatico sta aumentando la sua diffusione. In Italia è stato trovato in zone vicine allo Stretto di Messina.
Negli ultimi giorni si sono accumulate diverse notizie sul Vibrio vulnificus, più noto alle cronache come batterio mangiacarne. È un tema che ritorna spesso in estate, tanto che lo scorso luglio si era interessato al caso anche Matteo Bassetti: “Può penetrare nelle ferite e causare infezioni necrotizzanti che possono richiedere amputazioni e risultare potenzialmente letali”. In Florida nell’ultimo anno ci sono state 2 morti collegate al Vibrio vulnificus, in Louisiana siamo arrivati a 5. Sono numeri alti considerando i dati sulle infezioni in aumento, almeno in alcune zone. Secondo le analisi di CBS News negli ultimi 10 anni la Louisiana ha registrato in media 7 casi di Vibrio vulnificus all’anno con un morto. Solo nel 2025 ci sono stati 26 casi e 2 morti.
In generale, come abbiamo ricostruito su Fanpage.it, negli Stati Uniti lungo la costa dell’Oceano Atlantico le infezioni collegate al Vibrio vulnificus sono aumentate 8 volte dal 1988 al 2018. Non solo: le zone dove viene rilevato si stanno spostando verso Nord: la sua proliferazione infatti è legata anche ai cambiamenti climatici. Questa estate ci sono stati rilevamenti anche nelle aree costiere di Long Island, l’isola che si trova davanti alla città di New York. Una nota. Il Vibrio vulnificus non riguarda solo gli Stati Uniti. Ci sono studi che lo collocano anche sullo Stretto di Messina. Esiste uno studio pubblicato nel 2005 condotto dall’Università di Messina che studia la sua diffusione sia nelle acque che nel plancton. Come si prende il Vibrio vulnificus: i dati sulla mortalità Il Vibrio vulnificus può entrare nel nostro corpo in due casi. Il primo è attraverso il cibo, nello specifico nei frutti di mare. Quelli più a rischio, come si può immaginare, sono i frutti di mare che si consumano abitualmente crudi. E poi ci può essere una contaminazione più diretta: quella attraverso le ferite esposte all’acqua salmastra, dove acqua dolce e acqua salata si mescolano, soprattutto se la temperatura delle acque è alta. Questo può succedere quando si hanno piccoli tagli esposti ma anche attraverso i tatuaggi appena fatti.












