Si chiama “Stamm”. Un acronimo voluto, perché oltre a definire la nuova “Stazione ambientale di monitoraggio marino”, richiama l’omologo verbo napoletano, cioè stiamo, restiamo qui. Come a vigilare su un territorio tanto fragile, quanto meraviglioso. La Gaiola, area marina protetta nel cuore di Napoli, si arricchisce di un nuovo avamposto scientifico, che sarà definitivamente operativo la prossima primavera all’interno della villa sull’isolotto a pochi metri dalla costa, appositamente raggiungibile da una barchetta-teleferica.

I lavori, seguiti dal Centro studi Interdisciplinari Gaiola (ente gestore del Parco sommerso), d’intesa con la Soprintendenza ai Beni archeologici e paesaggistici di Napoli, sono iniziati nel 2023, con finanziamenti arrivati dal bando Ambiente della Fondazione con il Sud: hanno permesso, dopo oltre 40 anni, il recupero di uno dei luoghi più iconici della costa partenopea.

Tutti conoscono quell’affascinante struttura ottocentesca: c’è chi l’ha intravista prima di tuffarsi dagli scogli, chi l’ha ammirata dalla terraferma (come, tra i tanti, lo scrittore Norman Douglas), o chi ne ha letto le tante leggende di “villa maledetta”, i cui proprietari, di volta in volta subivano spaventose disgrazie. Una cattiva nomea immeritata per questo gioiello.