Un osservatorio privilegiato per studiare i cambiamenti climatici e guardare alla strategie future per contrastarli: è questa la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, forte di 150 anni di ricerche nel campo dell'oceanografia.
"Credo che la abbia la più lunga serie di osservazioni ambientali, in particolare sul Golfo di Napoli, disponibile al mondo", ha detto il suo presidente Roberto Bassi, nella conferenza degli addetti scientifici e spaziali e degli esperti agricoli organizzata a Napoli dal ministero degli Esteri.
"La diplomazia scientifica al servizio della crescita" è il tema dell'incontro, in programma fino a domani.
"Da 150 anni che la Stazione Zoologica studia tutto quello che è successo nella flora, nella fauna e nelle alghe del Golfo di Napoli", ha detto Bassi. Ischia, per esempio, "è un centro importante per quanto riguarda lo studio dei cambiamenti climatici perché sul fondo del mare si produce moltissima CO2 vulcanica e quindi, guardando quello che succede intorno a Ischia, possiamo capire che cosa succederà in futuro". Per Bassi questo "è molto importante" perché "solamente confrontando i trend, cioè cosa succede anno per anno, possiamo analizzare le differenze e capire in che direzione stiamo andando, distinguere gli aspetti locali dagli aspetti generali. Abbiamo molti campi in cui i ricercatori della Stazione Zoologica possono esprimersi, dallo studio delle specie che si muovono dai mari tropicali verso il Mediterraneo, dai cambiamenti nell'acidità delle acque a quelli relativi alla biodiversità, cioè la composizione delle specie e delle loro interrelazioni che dipendono dai cambiamenti climatici. In questo momento abbiamo molte ricerche in questo campo, condotte in maniera molto solida, sia a Napoli che in collaborazione con molti Paesi del mondo".






