Il caso di Camilla, sorella di Chiara Costanzo, sedicenne morta nel rogo. Il padre delle due ragazze: «Hanno trattato i nostri figli in maniera diversa, facendoli sentire di serie B»

Oltre al rifiuto della costituzione di parte civile per l’Italia, c’è un’altra decisione della Procura di Sion che sta causando profondo dolore alle famiglie delle vittime della tragedia del Constellation a Crans-Montana: l’esclusione dal processo di fratelli e sorelle “non conviventi” o nati da genitori diversi. Per la legge svizzera, queste persone non potranno partecipare alle udienze né chiedere il risarcimento danni, in quanto ritenute prive di un «legame di particolare intensità» con le vittime.

Il caso di Camilla, sorella di Chiara Costanzo

Ne parla oggi Repubblica, citando il caso di Camilla e Chiara Costanzo, sedicenne morta nel rogo di Capodanno. Camilla è la sorella maggiore di Chiara, nata da una precedente relazione del padre. Nonostante vacanze condivise, confidenze e un clima da “famiglia allargata” in cui i quattro figli sono sempre stati cresciuti senza differenze, la magistratura elvetica ha stabilito che i contatti telefonici e i viaggi insieme non bastano a dimostrare un legame profondo. Amareggiata la reazione del padre: «Hanno trattato i nostri figli in maniera diversa, facendo sentire Camilla una sorella di serie B. È un fatto grave che sembra appartenere a un’altra epoca».