Risoluzione desiderata:
La Procura di Sion continua a respingere le richieste dei familiari delle vittime. Tra i casi contestati quello di Camilla, sorella di Chiara Costanzo, morta a 16 anni: per il Tribunale il legame non sarebbe “particolarmente stretto”. Le stesse motivazioni standardizzate usate per altri familiari
La Procura di Sion continua a respingere le richieste di parte civile nell’ambito del processo per il rogo di Crans Montana, avvenuto la notte di Capodanno scorso e in cui persero la vita 41 persone, 6 gli italiani, e rimasero ferite 115 persone, di cui 14 italiane.
Le famiglie delle vittime contro il Tribunale svizzero
Dopo il caso del rifiuto della costituzione di parte civile dello Stato Italiano, contro cui l'Avvocatura ha presentato ricorso lunedì scorso, arriva la denuncia della famiglia di Chiara Costanzo, morta nell’incendio a 16 anni. Il Tribunale svizzero sta respingendo tutte le richieste dei fratelli delle vittime che con loro avevano un solo genitore in comune o parecchi anni di differenza, o non erano conviventi, ma la cosa più imbarazzante è che lo sta facendo con motivazioni standardizzate e stereotipate, evidentemente copiate ed incollate da una decisione all’altra.










