«Contro di noi sono state dette solo tante falsità, siamo stati distrutti». Lo ha detto Jessica Moretti, rendendo una dichiarazione spontanea in apertura dell'interrogatorio a Sion per la strage di Capodanno a Crans-Montana, che causò la morte di 41 persone.
Presenti all’interrogatorio la procuratrice generale aggiunta del Cantone vallese Catherine Seppey e una settantina di avvocati delle parti civili, la donna è stata sentita in un confronto con il marito Jacques Moretti, nell'ambito dell'inchiesta sul rogo del Constellation, il discobar di Crans-Montana di cui sono proprietari.
L'imprenditrice ha assicurato di voler collaborare con gli inquirenti e ha evidenziato di aver sempre risposto alle domande. Si è anche detta «dispiaciuta» dell'aggressione subita il 12 febbraio scorso con il marito Jacques da parte di un gruppo di genitori della vittime. «Siamo disposi a incontrare le famiglie, se lo vorranno», ha assicurato, rivelando di aver scritto una lettera alle famiglie, di cui però non sono stati forniti i dettagli.
Nel corso dell’interrogatorio le è stata formalizzata un’altra accusa, il reato di falso documentale: gli addebiti riguardano una fattura del 2015 relativa all'acquisto della schiuma fonoassorbente, con cui era stato rivestito il soffitto del locale e da cui a Capodanno si è sviluppato l'incendio che ha causato la morte di 41 persone.










