HomePratoCronacaAssassinato in carcere. Le ombre dietro il delitto del detenuto "esagitato". Autopsia, oggi l’incaricoGli sviluppi dopo la brutale uccisione del 32enne di origini nigeriane. Ai tre presunti autori la procura contesta l’omicidio preterintenzionale. La versione degli indagati ai legali: "Lite violenta, ma non è morto in cella".Gli agenti di polizia all’esterno della Dogaia (Foto d’archivio Attalmi)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCos’è successo davvero nella cella 171 della settima sezione della casa circondariale della Dogaia poco prima delle 23 di mercoledì 5 agosto? Chi dei tre ristretti condannati in via definitiva per reati a sfondo sessuale (due albanesi di 40 e 44 anni e un italiano di 52) ha sferrato il colpo mortale al detenuto nigeriano di 32 anni appena trasferito? E ancora: chi ha dato inizio al diverbio, qual è stata miccia che ha trasformato una lite furibonda in una colluttazione corpo a corpo, tre contro uno? Ed eventualmente, quale oggetto è stato usato come arma del delitto? La vittima ha sbattutto con violenza la testa contro la cella blindata? O ha subito una testata o un colpo fatale con un corpo contundente?

Sono questi (parziali) interrogativi in cerca di risposta che avvolgono il brutale omicidio che si è consumato dietro le sbarre della Dogaia a cui la procura di Prato guidata da Luca Tescaroli sta cercando di dar risposta a stretto giro. Per adesso, "indagini in corso" e massimo riserbo.