HomeMontecatiniCronacaUcciso in cella. Le ombre dietro il delitto del detenuto “esagitato”Tanti gli interrogativi sulla morte del 32enne di origini nigeriane. La vittima era stata arrestata a Montecatini prima del trasferimento a PratoAgenti all’esterno della Dogaia (foto d’archivio Attalmi)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMontecatini, 8 agosto 2026 – Cos’è successo davvero nella cella 171 della settima sezione della casa circondariale della Dogaia poco prima delle 23 di mercoledì 5 agosto? Chi dei tre ristretti condannati in via definitiva per reati a sfondo sessuale ha sferrato il colpo mortale al detenuto nigeriano di 32 anni appena trasferito? E ancora: qual è stata miccia che ha trasformato una lite furibonda in una colluttazione corpo a corpo, tre contro uno? Questi sono solo alcuni dei parziali interrogativi in cerca di risposta che avvolgono il brutale omicidio che si è consumato dietro le sbarre della Dogaia a cui la procura di Prato guidata da Luca Tescaroli sta cercando di dar risposta a stretto giro. Per adesso, “indagini in corso” e massimo riserbo. Riavvolgendo il nastro: nella sezione che ospita persone accusate di reati a sfondo sessuale (la settima, quella dei sex offender), mercoledì nella cella 171 da nove metri quadri arriva un quarto detenuto, un cittadino nigeriano di 32 anni con all’attivo precedenti per tentata violenza sessuale, ricettazione e lesioni personali. L’uomo, dopo l’arresto a Montecatini a fine luglio, era rimasto in custodia per una decina di giorni a Pistoia.
Ucciso in cella. Le ombre dietro il delitto del detenuto “esagitato”
Tanti gli interrogativi sulla morte del 32enne di origini nigeriane. La vittima era stata arrestata a Montecatini prima del trasferimento a Prato












