Caldo, per noi non abituati, «estremo» per tanti giorni consecutivi nei quali l’organismo fatica a recuperare e può essere subito disidratazione, stress cardiovascolare, insufficienza renale, infezioni e complicanze respiratorie: una accumulo di fatica biologica che colpisce specie i più fragili. Finestre e tapparelle chiuse nelle ore di sole. Areare nelle prime ore del mattino e dopo il tramonto, creare ventilazione gestendo con prudenza gli spifferi da spiragli di finestre.

E allora, lockdown intelligente specie per bambini (più piccoli sono, tanto meno essi si adattano al caldo), adolescenti, anziani, malati cronici (diabete, epato-, nefro-patie, artrite reumatoide, lupus, gotta, patologie autoimmuni che modificano anche il microbioma, ecc.). Particolare attenzione, soprattutto in occasione di spostamenti o viaggi. Adottare un lockdown intelligente: non uscire nelle ore centrali della giornata; non fare attività fisica, evitare di esporsi al sole tra le ore 10 e le 17, comunque, indossare cappelli e occhiali da sole, utilizzare adeguati filtri solari. Bagnarsi capo, faccia, mani (polsi) di tanto in tanto. Idratarsi a dovere con acqua non freddissima e bando a bevande zuccherate.

Il «non ho sete», detto, specie da anziani e bambini, non tranquillizza poiché la sete è già segnale d’allarme: l’organismo è già «al rosso». Va evitato di giungere. Prevenirlo è d’obbligo. Non dimentichiamo i lavoratori all’aperto né coloro che sono astretti in ambienti inadeguati (carceri, case di riposo, ecc).