| 13 Agosto 2026 02:02 |

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(Adnkronos) – L’Italia in questi giorni sta vivendo probabilmente l’estate più tormentata degli ultimi decenni. Si stanno infatti registrando temperature particolarmente elevate che possono comportare rischi importanti per la salute, non solo per le persone più fragili, ma anche per chi assume farmaci.

In questo contesto, “il rapporto tra caldo e farmaci va considerato da due prospettive complementari: da un lato, le alte temperature possono compromettere la stabilità, ma anche l’efficacia e la sicurezza dei medicinali; dall’altro, alcuni farmaci possono rendere l’organismo più vulnerabile agli effetti del caldo”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Annalisa Capuano, membro della Società italiana di farmacologia (Sif) e direttrice del Dipartimento di Medicina sperimentale dell’università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’.

“La maggior parte dei farmaci è progettata per rimanere stabile entro condizioni precise, spesso a temperatura ambiente controllata e, in genere, non oltre i 25 °C, salvo diversa indicazione riportata sulla confezione o nel foglio illustrativo”, ricorda Capuano. “Le alte temperature possono accelerare i processi di degradazione dei principi attivi, riducendo l’efficacia del trattamento farmacologico. Tra i farmaci più sensibili si annoverano: antibiotici, anticoagulanti, antiepilettici, antidolorifici e sedativi – elenca l’esperta – che richiedono condizioni particolarmente stabili di conservazione, non oltre i 25 °C”. Non tutti i medicinali sono sensibili allo stesso modo. “Le categorie più delicate sono quelle che richiedono la conservazione in frigorifero, in genere tra 2 e 8 °C: insulina e alcuni farmaci per il diabete, diversi ormoni, numerosi vaccini e prodotti biologici”, indica Capuano.