Pozzuoli si ritrova in piazza per la terza assemblea pubblica dopo la scossa 4,7 del 31 luglio. E il corteo, scortato dalle forze dell’ordine, muove ancora una volta verso il porto, già bloccato pacificamente per qualche ora nei giorni scorsi. Ed è lì che la manifestazione ha fine, stavolta senza impatto sui collegamenti marittimi e, forse proprio per questo, la sua dignità ne esce persino esaltata. Il momento più significativo ed emblematico, quando la marcia ha incrociato la funzione all’aperto davanti alla chiesa del Carmine, uno dei 17 luoghi di culto inagibili da quando la terra ha di nuovo tremato con forza.

“La comunità di Pozzuoli è in mobilitazione permanente, nei prossimi giorni ci saranno nuove iniziative. Bene la possibilità di sedere nella cabina di regia, ma i provvedimenti del governo sono insufficienti", dice Dario Cocchia, tra i portavoce dei cittadini.

Sisma, a Pozzuoli corteo di protesta incrocia funzione all'aperto: chiesa inagibile

Il raduno dietro lo striscione "Pozzuoli esiste ancora" è iniziato alle 18 a largo Palazzine (piazza del Ricordo). Previsto un corteo per le vie del centro, dopo quello dei giorni scorsi con il blocco del porto e la marcia verso l'hub (il centro di assistenza) in via Artiaco, i cui lavori sarebbero dovuti iniziare due anni fa e che stando alle parole del primo cittadino Luigi Manzoni inizieranno da lunedì. "Una nostra vittoria", dicono gli attivisti.