Ci sono partite che iniziano molto prima del fischio d’inizio. Partite che si giocano nella mente, nel corpo e nella capacità di reagire quando la vita sembra cambiare direzione all’improvviso. La storia di Christian Betto, calciatore paralimpico siracusano e capitano di Siracusa for Inclusion, è una di queste.
Quasi sei anni fa, un tumore cerebrale e l’asportazione parziale della massa gli hanno lasciato un danno neurologico alla gamba. Da quel momento Christian ha dovuto imparare nuovamente a conoscere il proprio corpo e a convivere con una condizione diversa da quella a cui era abituato. Un percorso complesso, segnato anche dall’ansia e da momenti molto difficili, fino a sfiorare la depressione.
«Da normodotato a persona con disabilità non è stato semplice – racconta ai microfoni di Siracusa News–. Ho dovuto riadattarmi, imparare e accettare una nuova quotidianità. Il postoperatorio è stato pesante, ma lo sport mi ha aiutato a reagire».
Il calcio, infatti, è tornato nella sua vita come una possibilità e, allo stesso tempo, come una forma di rinascita. Dopo aver ripreso a giocare con un’altra società, Christian ha scelto di sposare il progetto di Siracusa for Inclusion, realtà nella quale milita da tre anni e di cui è diventato capitano. Un gruppo dove il risultato sportivo è importante, ma dove al centro resta soprattutto l’inclusione.







