di
Maria Giovanna Faiella
A 9 anni la diagnosi di una malattia rara che provoca la perdita progressiva della vista; gli episodi di bullismo a scuola a causa della disabilità visiva; la seconda malattia (rarissima) scoperta a 16 anni. Il progetto: favorire l’inclusione di persone con disabilità nella società attraverso lo sport
Ludovico De Checchi, 23 anni, atleta ipovedente tra i pionieri in Italia della categoria B4 di «Blind tennis», disciplina adattata per persone cieche e ipovedenti attraverso l’utilizzo di palline sonore, convive con una malattia genetica rara degenerativa che colpisce il nervo ottico e provoca la perdita progressiva della vista e con una malattia neurologica rarissima.Nella sua giovane vita ha affrontato sfide complicate e momenti di fragilità a partire dalla diagnosi all'età di 9 anni della malattia agli occhi, fino agli episodi di bullismo a scuola a causa della disabilità visiva. Ma la sua è anche una storia di resilienza, fatta di sfide, traguardi raggiunti – come la partecipazione ai Campionati mondiali di Blind Tennis disputati in Italia nel 2024 – e obiettivi da realizzare, tra cui un progetto ideato per favorire l’inclusione di persone con disabilità nella società, attraverso lo sport anche amatoriale.






