SOVRAMONTE (BELLUNO) - La crisi idrica ha colpito anche il Rifugio Dal Piaz. La struttura del Cai di Feltre che controlla il territorio dalle Vette Feltrine per bellezza e tranquillità, sembra essere fuori dalle dinamiche del mondo "reale", ma anche a quota 1.993 metri sul livello del mare la carenza di precipitazioni si sta facendo sentire in modo importante e forse un po' preoccupante. Proprio ieri la direzione della Sezione feltrina del Club Alpino Italiano, guidata da Loris Vettoretti, di concerto con i gestori del rifugio, Alex D'Incà e Christian Gris, ha preso la decisione di ridurre il consumo di acqua in quota. La notizia viene data con un comunicato sulle pagine social del rifugio e del Cai feltrino: «A causa delle alte temperature e della prolungata assenza di precipitazioni, l'unica vena d'acqua che alimenta il rifugio si sta progressivamente esaurendo. Per preservare le scarse risorse idriche disponibili, da oggi il servizio docce sarà sospeso e l'utilizzo dei servizi igienici sarà limitato fino a nuovo avviso».

La decisione La decisione di ridurre i consumi è sostanzialmente preventiva. Alex D'Incà, uno dei rifugisti, così la spiega: «Si tratta di una misura precauzionale, la vena nella Busa delle Vette è in esaurimento e, se prima portavamo acqua al rifugio una o due volte alla settimana, ora siamo fermi con le pompe perché non riusciamo a caricare. Le cisterne del rifugio sono piene e quindi tutto procede in modo tranquillo. Vogliamo proseguire con l'attività del rifugio per tutto il mese di agosto e quindi siamo costretti a mettere dei limiti per non ritrovarci senza acqua. Purtroppo ci siamo dovuti adeguare alla situazione meteo». la struttura rimane funzionante e pronta ad accogliere gli escursionisti che vorranno salire in quota o che sono di passaggio sull'Alta Via 2 delle Dolomiti. Il Rifugio Dal Piaz ha da sempre un conto aperto con l'acqua e le precipitazioni. Sono stati però eseguiti dei lavori di ammodernamento e di sistemazione relativi al sistema idrico che rifornisce la struttura. Il presidente del Cai di Feltre, Loris Vettoretti, fa il quadro della situazione: «Il nostro approvvigionamento d'acqua è fatto con il Fontanèl, una sorgente molto alta che si trova appena sotto il Passo Vette Grandi (a nord del rifugio), ma essendo molto elevata, già verso fine maggio ha smesso di produrre acqua. L'altro approvvigionamento arriva dalla sorgente che si trova più in basso, nella Busa delle Vette, che alimenta la malga e il rifugio. Fino a pochi giorni fa la portata d'acqua era abbastanza normale, mentre in questi ultimi giorni si è ridotta in maniera considerevole».Le riserve Il presidente Vettoretti tranquillizza comunque gli escursionisti: «Al rifugio le riserve le abbiamo, le vasche sono tutte piene. Questo non significa però che possiamo sprecare l'acqua: la scelta di razionalizzarla ci permette di garantire il servizio anche se il meteo dovesse continuare con questo andamento. Una scelta precauzionale». Vettoretti prosegue: «Ci sono stati anche in passato dei problemi, ma prima di questa stagione è stato fatto un corposo intervento di pulizia e di reintegro delle vasche che non erano utilizzate. La capacità dell'acqua disponibile è stata aumentata; il problema è che una stagione siccitosa così lunga non si registrava da tempo e non sappiamo quanto possa andare avanti, quindi abbiamo scelto questa strada». Vettoretti conclude: «Al momento, invece, non abbiamo alcun problema al Rifugio Bruno Boz. Lì abbiamo la sorgente da Neva, che non è mai stata carente con una portata che è sempre stata adeguata alle necessità della struttura».