BELLUNO - «A causa della mancanza d’acqua, dal 13 luglio i servizi igienici a uso pubblico sono temporaneamente chiusi. Il rifugio rimane regolarmente aperto e operativo, ma il servizio bagni non è al momento disponibile. Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo per la comprensione». È quanto comunica il rifugio Vandelli sul Sorapiss, ma non è l’unico caso. Da Cortina ad Alleghe passando per Zoldo: tutta la montagna dolomitica vede i rifugi in profonda crisi idrica. Sorgenti ormai al lumicino, laghetti prosciugati e scorte quasi esaurite. Si vive alla giornata ovunque, sperando in precipitazioni consistenti dal cielo, che per il momento sembrano però non arrivare. «Le sorgenti che alimentano il rifugio si sono esaurite già da alcuni giorni» spiega il titolare del Vandelli Emilio Pais Bianco. «Di conseguenza, le nostre riserve idriche non sono più sufficienti a garantire i servizi. La cisterna viene riempita dall’elicottero che fa circa 15 viaggi a settimana: la poca acqua disponibile la teniamo per chi dorme, per la cucina e per alimentare il rifugio. Sono trent’anni che sono qua e non ho mai visto una cosa del genere. Abbiamo il rifugio pieno fino a fine stagione, ma a mezzogiorno teniamo chiusi i bagni. Poi dobbiamo andare fuori a pulire dove sporcano; già prima lo facevano e adesso ancora di più».