I rifugi di montagna restano a senza acqua. Una vera e propria emergenza con cui i gestori si trovano a fare i conti. Colpa del clima che porta ad alzare lo zero termico riducendo i ghiacciai. Tanto che gli inviti rivolti agli escursionisti di «arrivare con borracce piene e di non usare i bagni» sono sempre più frequenti. Così come di fare docce al minimo e soprattutto «per i maschietti fare pipì fuori, c'è anche un bel panorama». Suggerimenti che, tra ironia e consigli, arrivano dai gestori dei rifugi in alta quota che ogni giorno vengono frequentati dagli escursionisti.

Così i gestori dei rifugi Remondino e Morelli Buzzi, in valle Gesso, hanno scelto prima l'ironia - «tranquilli che birra e vino ne abbiamo a volontà», ha scritto in una storia Marco Ghibaudo del rifugio Remondino, «cercasi esperto o esperta di danza della pioggia, che vada a colpo sicuro. Se centra il risultato fino a 24 ore dopo, offresi mezza pensione e mutande del Morelli», così Paolo Giraudo, gestore del Morelli Buzzi, per poi cambiare tono con le coordinate per orientarsi in questo nuovo scenario.