SAN BIAGIO - «Cerchiamo di fare un servizio di prevenzione sul Piave e la gente si lamenta, addirittura comincia a minacciare, perché ritiene di avere il diritto di fare il bagno nel Piave». A raccontare una giornata produttiva ma anche a tratti difficile sono alcuni dei tanti volontari che ieri, con tanto di autorizzazione da parte della Prefettura di Treviso, si sono messi a disposizione per fare il giro delle spiagge più frequentate cercando di dissuadere i presenti, tra cui moltissime famiglie, dal fare bagni pericolosi nel fiume. Per tentare di non offendere l’orgoglio di nessuno, i volontari hanno utilizzato ogni cortesia possibile, distribuendo consigli e avvertenze anche attraverso un volantino, che però in molti casi è stato ritrovato dagli stessi “guardiani del Piave” al ritorno dal giro, accartocciato per terra. E nonostante questi sforzi, c’è chi ha reagito male, aggredendoli a parole, insultandoli, minacciandoli. «Andate via veloci» ha sibilato un uomo a due custodi che stavano semplicemente cercando di dirgli di non tuffarsi in un punto pericoloso. Non è mancato chi era visibilmente alterato e ha risposto in quelle condizioni ai volontari: tanti gli stranieri a rispondere contrariati, ma non solo.
Bagnanti sul Piave, minacce ai volontari: «Sembra quasi che fare il bagno nel fiume sia un diritto»
SAN BIAGIO - «Cerchiamo di fare un servizio di prevenzione sul Piave e la gente si lamenta, addirittura comincia a minacciare, perché ritiene di avere il diritto di fare il bagno nel...








