SAN BIAGIO (TREVISO) - È iniziata l'operazione dei volontari del Piave. A presidiare il Piave sono stati impiegati, a partire da ieri, sabato, alcuni tra gli oltre 300 soci delle associazioni di pescatori e cacciatori tra cui Fipsas, Federazione Italiana Caccia e Associazione Libera Caccia che conoscono il territorio da anni. L'obiettivo da conseguire attraverso la presenza e il volantinaggio è quello di scongiurare ogni vittima in un'ottica di prevenzione ad ampio raggio. Perché controllare l'intero corso del fiume, pronti a soccorrere le vittime di un mulinello al momento del bisogno quasi fosse una grande spiaggia non sarebbe fattibile. Le centinaia di famiglie, molte delle quali straniere, che ogni estate si avvicinano alle sponde del Piave spesso sottovalutano i suoi pericoli. E i più giovani lo fanno con una certa arroganza, tanto da impedire anche a chi abita sulla sponda da anni di mettere in guardia gli adulti su quei rischi nascosti. Così, la strategia migliore pensata dai volontari è quella di avvicinarsi e lasciare semplicemente un volantino in doppia lingua. Poi ribadire con parole cortesi l'importanza di dare una letta e rispondere a eventuali domande. In realtà molti di loro lo facevano anche prima: da ieri possono far valere anche l'autorità di chi ha commissionato questo ruolo, ovvero la Prefettura, ribadendo che, in caso di disobbedienza, i bagnanti potranno essere segnalati alle autorità competenti, quindi alla polizia locale e ai carabinieri.
Piave, volantinaggio sulle sponde: «Facciamo capire ai bagnanti i rischi del fiume»
SAN BIAGIO (TREVISO) - È iniziata l'operazione dei volontari del Piave. A presidiare il Piave sono stati impiegati, a partire da ieri, sabato, alcuni tra gli oltre 300 soci delle...






