REVINE - Hanno lanciato un appello urgente i volontari che, da ben 24 anni, si occupano della salvaguardia degli anfibi nell'area dei Laghi di Revine e Tarzo. Con una lettera inviata al Comune di Revine Lago, all'Unione Montana delle Prealpi Trevigiane, ai Carabinieri Forestali di Treviso e alla Regione Veneto hanno chiesto l'immediata interruzione di qualsiasi lavoro alla lama in località "La Posa" a Revine Lago. «Lo svuotamento della stessa - spiega Adriano De Stefano, che ha inviato la lettera per conto dei volontari - comporta un vero e proprio attentato alla biodiversità poiché preclude il compimento del ciclo stagionale della riproduzione di decine di migliaia di anfibi (rane e rospi) che non hanno altro luogo dove poterlo fare. Che in questo periodo della stagione sia in atto tale fenomeno riproduttivo è un fatto noto alle amministrazioni locali e regionali almeno dal 2003, quando iniziammo il salvataggio degli anfibi in migrazione lungo le strade di Revine e Tarzo».
Rispetto alla pozza in località "La Posa", De Stefano ha citato una comunicazione con la quale aveva richiesto delle misure di salvaguardia già nel maggio 2006. «Ricordiamo che il ciclo riproduttivo degli anfibi adulti - si legge nella lettera - inizia a metà febbraio/primi di marzo con la deposizione delle uova e si conclude a fine giugno/metà luglio con la fuoriuscita dall'acqua dei metamorfosati. Per tutto questo periodo la pozza deve rimanere integra per garantire la continuità del ciclo naturale. Lo svuotamento nel periodo di ovodeposizione comporta l'irrimediabile perdita di centinaia di migliaia di uova precludendo la rigenerazione delle specie». Per questo i volontari hanno chiesto l'immediata interruzione dei lavori in corso e il ripristino ambientale riportando l'acqua tolta fino al livello precedente lo svuotamento.






