BELLUNO - «Siamo senza soldi e senza personale». È stato un sos in piena regola, quello lanciato dal consiglio provinciale ieri pomeriggio. Il secondo, a dirla tutta, dall'inizio dell'estate. Solo che il primo – arrivato a metà giugno, a poche ore dalla frana di Cancia – non poteva ancora sapere cosa sarebbe successo durante i mesi a venire, tra maltempo ed emergenze di vario genere. E così il nuovo allarme è diventato ancora più pressante, per la somma di eventi calamitosi e anche per l'avvicinarsi delle Olimpiadi. Infatti la Provincia sarà chiamata a gestire tramite la Protezione civile diverse questioni olimpiche, su tutte quella che riguarda il capitolo “safety e security”. Solo che fino a ieri pomeriggio sembrava che l’unico funzionario che si occupa di coordinare le tute fluo e di gestire la partita di Protezione civile a Palazzo Piloni (su funzione delegata e finanziata dalla Regione) sarebbe andato in pensione il 31 agosto senza un sostituto. Anzi, sarebbe già in pensione da aprile, solo che la Provincia era riuscita a ottenere una proroga dalla Regione e a tenerlo in servizio da volontario tutti questi mesi. «Abbiamo già inviato una lettera a Venezia per far presente la questione, dato che il funzionario è un dipendente regionale. Senza la proroga, saremo costretti a chiudere l'ufficio. Solo che chiudere l'ufficio con le Olimpiadi alle porte e la necessità di gestire i volontari di Protezione civile impegnati durante i Giochi non sarà propriamente indolore», ha detto ieri il consigliere delegato Massimo Bortoluzzi. Da qui l'appello alla Regione. Che ha risposto a breve giro. Alle 18 infatti è arrivata la proroga: il funzionario rimarrà fino a marzo 2026, quindi fino a fine Giochi.