Gli armadi svuotati, con le divise ufficiali – utilizzate per le operazioni soccorso e di volontariato - finite nelle mani di una banda, poi scomparsa nella nebbia. È quanto accaduto alla sede di Protezione Civile di Gaggio Montano: un paese da una settimana in allerta, dopo un furto quantomeno insolito e - qualcuno aggiunge- «anche senza scrupoli». Nella notte di lunedì scorso, infatti, 4 novembre, più persone sarebbero entrate negli uffici dell’associazione, contigui a quelli del Comune, per rubare non solo il mezzo di trasporto da 9 posti e tutti i materiali tecnologici e di soccorso (per un valore complessivo di più di 20 mila euro), ma anche le 10 divise ufficiali, con cui i volontari “soccorrono” la comunità in situazioni difficili. Dalle alluvioni, agli incendi, o altre emergenze, e che rappresentano un passepartout di fiducia davanti ai cittadini. La notte del furto proprio queste, che sono di color blu notte e con lo stemma del tricolore all’altezza del petto e del polso, sono state sequestrate. E non solo, spiega la presidente Nadia Zanini: «I responsabili hanno avuto il tempo di permanere così tanto nella nostra sede che temiamo abbiano scelto anche le taglie ad hoc per camuffarsi meglio». Nei giorni successivi ai fatti, a Monte San Pietro, è stato ritrovato il mezzo rubato ed è stato ricostruito il percorso dei responsabili, che nelle stesse ore seminavano il panico anche in una falegnameria, in un caseificio. Ma non sono mai state ritrovate però le divise e così ora l’associazione – adesso ferma nelle sue attività e con al bilancio soltanto due zainetti e sei walkie talkie recuperati - lancia un monito a tutti i cittadini, chiedendo di stare attenti. Soprattutto in occasione di eventi climatici importanti, in cui il segnale di alter system parte sui propri dispositivi mobili. «Crediamo che anche chi ha commesso i furti sia in possesso di questo sistema di allerta e che lo utilizzerà a proprio favore, per accreditarsi presso anziani soli o persone spaventate proprio dalle varie criticità climatiche. Chiediamo a tutti per il momento di non aprire». Un tam tam mediatico che sta agitando tutta la comunità, decisa a non fidarsi dei finti volontari.