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Madrid adotterà contromisure «proporzionate» per «tutelare la dignità dei suoi cittadini» se l’Italia non ritirerà entro domenica i controlli alla frontiera introdotti dopo l’afflusso, la settimana scorsa, di decine di migliaia di migranti dal Marocco nell’exclave spagnola di Ceuta. L’annuncio in un comunicato diffuso dalla presidenza del governo spagnolo a ora di pranzo. Cui Palazzo Chigi ha risposto a metà pomeriggio: «L'Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere», la replica in una nota. L’Ufficio della premier Giorgia Meloni ha però tenuto ad assicurare che non c'è alcun «pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna» con il quale si auspica un «dialogo costruttivo». Una revisione della decisione di sospendere Schengen, aggiunge il governo, sarà possibile solo dopo il 15 agosto, quando si teme un nuovo massiccio afflusso, a giudicare dal tam tam su internet. La Moncloa, in una nota ufficiale, ha espresso rammarico per quella che ritiene una «misura senza precedenti nella storia recente» basata su argomentazioni «pretestuose» dal momento che nessun migrante avrebbe potuto passare liberamente dalla città autonoma, in virtù del suo status speciale, all’area comunitaria.