La Cinta Senese, suino autoctono toscano e simbolo di biodiversità zootecnica, rischia l'estinzione entro pochi anni. La diffusione della Peste Suina Africana, alimentata dalla proliferazione incontrollata dei cinghiali sul territorio regionale, mette a rischio decenni di lavoro di selezione e recupero della razza, e con essi il futuro di chi la alleva. Per il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP tra le soluzioni da adottare con urgenza c’è il progetto Pianosa, nonostante sia duramente contestato dalla comunità scientifica come da Legambiente.

Il progetto prevede il trasferimento di un ristretto nucleo di riproduttori - circa nove scrofe e due verri - in un'area completamente confinata all'interno della struttura carceraria dell'isola: doppie recinzioni, protocolli rigidi di ingresso e uscita per persone e mezzi, misure di biosicurezza rafforzata certificate da audit dell'Azienda Sanitaria Locale secondo i protocolli europei ClassyFarm. È proprio questo contesto isolato e a movimentazione limitata a rendere Pianosa il luogo ideale per proteggere la razza, dicono al Consorzio, senza alcun impatto sull'equilibrio naturale del territorio: gli animali restano in un'area recintata, senza contatto diretto con la vegetazione e la fauna circostanti. Anche la presenza di zecche sull'isola, legata alle caratteristiche dell'ambiente insulare, resta un fenomeno del tutto indipendente dal progetto.