Il confinamento in un'isola non potrebbe però proteggere la Cinta Senese dall'avanzata del contagio?
La peste suina sta effettivamente avanzando in Toscana e, ripeto, è importante che si stia cercando di individuare soluzioni per proteggere la Cinta Senese. Tuttavia è anche vero che diversi focolai precedenti (per esempio in Calabria, nel Lazio e nel Cilento), compreso quello iniziale tra Piemonte e Liguria, sono comparsi improvvisamente e a grande distanza da aree in cui la malattia era presente, evidentemente per effetto di un contagio accidentalmente veicolato dall'uomo.
Per quanto un'isola sia naturalmente più "protetta" rispetto alla terraferma, essa potrebbe non garantire comunque una totale protezione. Il concreto rischio sarebbe quello di investire in un intervento che metterebbe a repentaglio conquiste di conservazione raggiunte con grande impegno dall'Ente Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, senza peraltro dare una completa garanzia di soluzione del problema.
Come già auspicato anche da colleghi, sarebbe molto importante se il positivo e tempestivo spirito costruttivo dell'iniziativa venisse indirizzato verso soluzioni non impattanti sulla conservazione di ecosistemi così preziosi, particolari e vulnerabili come quelli delle piccole isole.






