Con la grave crisi idrica in corso in buona parte dell’Europa centrale e orientale, diversi paesi hanno dovuto chiudere i propri impianti per la produzione di energia elettrica, o ridurne le attività. L’acqua è indispensabile per le centrali idroelettriche, che senza quantità adeguate non possono funzionare a pieno regime, ma anche per quelle nucleari, che ne hanno bisogno per raffreddare i propri reattori. È solo uno dei problemi legati alla scarsità di piogge di queste settimane e alle ondate di calore che sono diventate sempre più frequenti, e riguarda anche l’Italia.

A causa della portata insufficiente del fiume Po, la centrale idroelettrica di Isola Serafini, pochi chilometri a sudovest di Cremona, ha sospeso la produzione. L’impianto era già stato spento a inizio luglio e poi riattivato, ma in questi giorni i livelli del Po sono stati così bassi da aver superato il record negativo raggiunto durante il periodo di siccità del 2022. Secondo i dati dell’Osservatorio sugli utilizzi idrici dell’area del Po, a Cremona il fiume sta avendo una portata di 193 metri cubi al secondo contro una media di 602, e c’è una grande scarsità di acqua anche nei laghi prealpini che lo alimentano, in particolare nel lago Maggiore.