La siccità e il caldo record fanno crollare i livelli dei fiumi europei, mettendo in difficoltà le centrali nucleari e spingendo diversi Paesi ad aumentare le importazioni di energia

Il Danubio, uno dei principali fiumi d’Europa che bagna 10 Paesi, è sceso a livelli mai registrati a causa della combinazione tra siccità prolungata e temperature estreme. A raccontare la gravità della situazione non sono soltanto i reperti riemersi dal letto del fiume, come le ossa di un mammut dell’era glaciale ritrovate in Bulgaria, ma anche le conseguenze concrete sul sistema energetico di diversi Stati. Proprio questa mattina, per cercare di mantenere operativo l’ultimo reattore ancora funzionante della centrale nucleare di Cernavodă, in Romania, l’esercito ha fatto esplodere una roccia sotto il fiume per favorire il passaggio di più acqua verso l’impianto. La crisi però non riguarda solo la Romania, ma anche l’Ungheria, la Francia e l’Italia stanno affrontando le stesse conseguenze del caldo estremo e della scarsità d’acqua. Una situazione che sta spingendo diversi Paesi ad aumentare le importazioni di energia, proprio mentre le ondate di calore fanno crescere la domanda di elettricità.

Il peso della crisi sulla Romania