Il premier Peter Magyar avverte: sono in arrivo "i cinque giorni più critici", con un'ondata di calore fino a 40 gradi e la centrale nucleare di Paks ferma per la prima volta in oltre quarant'anni. L'impianto, che copre quasi metà del fabbisogno del Paese, gira ormai al 10% della capacità perché il Danubio, il fiume che ne alimenta il raffreddamento, è ai minimi storici. Il governo chiede di tagliare i consumi nelle ore serali di picco, tra le 17 e le 22
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L'Ungheria affronta cinque giorni critici. Il premier Peter Magyar ha parlato dei "cinque giorni più critici" davanti al Paese: da domenica la centrale nucleare di Paks, l'unica del territorio, non produce più energia per la prima volta in oltre quarant'anni, proprio mentre si avvicina un'ondata di calore con punte fino a 40 gradi. "La rete elettrica, i nostri servizi pubblici e noi stessi saremo tutti sotto enorme pressione", ha detto in un video su Facebook, rinnovando l'appello a imprese, istituzioni, enti locali e famiglie a ridurre o spostare i consumi di elettricità nelle ore serali di picco, tra le 17 e le 22.
Perché si ferma la centrale nucleare Paks










