Con la firma definitiva del contratto collettivo Funzioni centrali, circa 200mila dipendenti statali a settembre 2026 si ritroveranno in busta paga l’aumento di stipendio. L’importo sarà di fino a 160 euro lordi, con un nuovo scatto a gennaio 2027 che li porterà fino 221 euro. Nei mesi autunnali, invece, saranno pagati gli arretrati.
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È arrivato l'ultimo passaggio formale: con la firma definitiva nel nuovo Contratto collettivo 2025-2027 per le Funzioni centrali si sbloccano gli aumenti di stipendi per i 200mila dipendenti statali delle Funzioni centrali. A meno di due mesi dalla pre-intesa, che era arrivata il 9 giugno, si è quindi conclusa la pratica. Gli statali ora hanno un contratto non ancora scaduto (cosa che non si verificava da tempo) e, oltre a ricevere l'incremento, avranno accesso anche alle somme arretrate, accumulate da inizio 2025.
A settembre 2026, in busta paga, arriveranno fino a 160 euro lordi in più. Un ulteriore scatto, poi, ci sarà dal gennaio 2027. Naturalmente gli importi sono diversi per le varie categorie professionali riconosciute dal Ccnl. Gli arretrati saranno erogati più avanti, ma si prevede comunque che lavoratori e lavoratrici li riceveranno quest'autunno: la somma potrebbe arrivare a circa 1.300 euro lordi per i funzionari, mentre sarà più contenuta (circa 1.100 euro) per assistenti e operatori. Gradualmente, poi, si vedranno anche gli effetti delle altre novità previste dal Ccnl, quelle non strettamente economiche. L'accordo stabilisce, ad esempio, che l'importo dei buoni pasto possa essere aumentato, fissando il minimo a 7 euro per ticket. Sul piano operativo, tra le altre cose, scatta la possibilità di ridurre la pausa a 10 minuti su richiesta del dipendente. Si prevede anche più formazione sull'intelligenza artificiale e l creazione della figura del social media e digitale manager, ufficialmente inquadrato nel contratto degli statali.








