Domani, 9 giugno, potrebbe arrivare la pre-intesa per il nuovo contratto triennale per le funzioni centrali della pubblica amministrazione. La novità riguarda i dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, per loro previsti aumenti medi fino a 160 euro.
La trattativa per il rinnovo del contratto delle funzioni centrali della pubblica amministrazione per il triennio 2025-2027 è a un punto di svolta. Dopo mesi di confronto tra l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) e le organizzazioni sindacali, il prossimo 9 giugno potrebbe arrivare la firma della pre-intesa, che interesserà circa 195mila dipendenti tra ministeri, agenzie discali ed enti pubblici non economici, come Inps e Inail.
Si tratterebbe di un passaggio significativo, non solo per gli aumenti salariali previsti (fino a 160 euro mensili in media), ma anche perché sarebbe la prima volta che un contratto del pubblico impiego viene sottoscritto durante il periodo di vigenza. L'accordo, inoltre, introduce una serie di innovazioni normative destinate a incidere sull'organizzazione del lavoro pubblico: dalle regole sull'intelligenza artificiale, all'introduzione della figura del social media e digital manager. Nuovo contratto funzioni centrali: per chi scatta e cosa prevede la trattativa L'appuntamento del 9 giugno tra Aran e sindacati potrebbe portare alla sottoscrizione della pre-intesa per il rinnovo del contratto delle funzioni centrali. Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro riguarderà il personale di ministeri, agenzie fiscali, come l'Agenzia delle entrate e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, ed enti pubblici non economici, tra cui Inps, Inail, Coni e Aci.











