Pronti via. Si riparte. A soli undici mesi dal rinnovo del contratto del 2022-2024, gli statali vedono la prospettiva concreta di un nuovo aumento in busta paga a stretto giro. Ieri si sono riuniti i sindacati e l’Aran, l’Agenzia che tratta per il governo, che ha messo sul tavolo il “quadro finanziario”. Si tratta delle risorse a disposizione per il rinnovo dei contratti dei primi 204 mila dipendenti pubblici, quelli che tradizionalmente avviano la tornata negoziale, ossia i dipendenti delle Funzioni centrali.

Tra loro ci sono i ministeriali, i funzionari dell’Agenzia delle Entrate, quelli degli Enti pubblici non economici come Inps e Inail, ma anche il Cnel e i 116 lavoratori di Agid, l’Agenzia per il digitale.

«Il rinnovo del contratto Funzioni Centrali 2025-2027», ha spiegato il presidente dell’Aran Antonio Naddeo, «assicura un incremento medio a regime di 167 euro mensili per tredici mensilità». Come sempre si tratta di una media all’interno della quale ci sono situazioni differenti. L’aumento per i ministeriali, sempre in media, sarà di 153 euro. Quello per le Agenzie fiscali, che hanno retribuzioni più elevate anche grazie a maggiori indennità e premi, sarà di 190 euro, sempre lordi mensili. Gli enti pubblici non economici, come Inps e Inail, potranno contare su incrementi mensili in busta paga di 186 euro. Una cifra che sta a metà tra l’aumento che spetterà ai dipendenti del Cnel, 185 euro, e a quelli dell’Enac, 186 euro.