È partita la stagione dei rinnovi contrattuali della Pubblica amministrazione per il triennio 2025-2027, ovvero quello in corso, ed è una prima assoluta visto che finora i contratti sono sempre stati rinnovati a tempo scaduto. Per far recuperare ai dipendenti pubblici il potere di acquisto eroso dall'inflazione, il governo ha puntato sulla continuità contrattuale, stanziando già con la scorsa legge di Bilancio le risorse per i rinnovi sia del 22-24 che del 25-27. Oggi, nella sede dell'Aran a Roma si è svolto il primo tavolo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del comparto Funzioni centrali, che ingloba ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Circa duecentomila lavoratori coinvolti. Per i ministeriali è in arrivo un nuovo aumento lordo mensile pari in media a 158 euro, che si sommeranno ai 165 euro lordi di aumento ottenuti a gennaio con la sottoscrizione definitiva del Ccnl 2022-2024. Per le Funzioni centrali la cosiddetta continuità contrattuale vale dunque un aumento medio lordo mensile pari a 353 euro in media. Se a questi si aggiungono i 130 euro lordi di incremento medio sbloccati dal contratto del triennio 2019-2022, allora la cifra sale a 453 euro.