Dopo la scuola è il turno della sanità. Firmato l’accordo sugli aumenti di stipendio dei prof, la macchina dei rinnovi dei contratti della Pa riparte da medici e infermieri. L’Aran, l’Agenzia che tratta per il governo, attendeva che il Mef approvasse gli atti di indirizzo per convocare i sindacati e avviare le trattative. Il 22 aprile si aprirà il negoziato per il rinnovo del contratto del triennio 2025-27 dei dipendenti non medici del Servizio sanitario nazionale. Si va dagli infermieri alle ostetriche: sono 593 mila i lavoratori coinvolti. Il nuovo contratto, alla luce delle risorse a disposizione, dovrebbe fruttare 184 euro di aumento medio lordo mensile. Le risorse disponibili, così si legge anche negli atti di indirizzo, rappresentano a regime il 5,4% del monte salari per l'anno 2023.
I numeri definitivi sugli aumenti li fornirà però l’Aran nelle prossime settimane, forse già in occasione della prima riunione con le organizzazioni sindacali. L’intento del governo, ribadito nei giorni scorsi anche dal ministro della Pa, Paolo Zangrillo, è quello di rinnovare tutti i contratti dei lavoratori pubblici, almeno nella parte economica, entro l’estate. Insomma, non c'è tempo da perdere. Il nuovo contratto del comparto Istruzione e Ricerca, nel quale lavorano oltre un terzo dei dipendenti pubblici, circa 1,3 milioni, è stato firmato la settimana scorsa. Aran e sindacati hanno raggiunto un accordo sulla parte economica, mentre quella normativa verrà discussa da maggio in poi.






