Ai distributori i prezzi di benzina e diesel sono continuati a salire anche a Pasqua e Pasquetta. Ma l’attenzione - più che per le auto - cresce per il carburante destinato agli aerei. A maggior ragione dopo che ieri anche lo scalo di Brindisi ha annunciato fino alle 12 di oggi restrizioni ai rifornimenti dei vettori. Anzi, mentre si allontana l’ipotesi di una tregua in Iraq, è in atto una vera corsa a livello globale per accaparrarsi il jet fuel, il cheresone, che per il 43 per cento viene movimentato dallo stretto di Hormuz e che ha visto dall’inizio della guerra raddoppiare le sue quotazioni, con non poche ripercussioni sui prezzi dei voli. Uno scontro che monta giorno dopo giorno, coinvolgendo compagnie aeree, gestori aeroportuali e anche gli Stati. E che potrebbe colpire soprattutto quei Paesi come l’Italia che sono forti esportatori di prodotti petroliferi, compreso il Jet, e che potrebbero vedersi ridotte le quote per il loro mercato interno.
Già oggi potrebbe arrivare a Venezia una prima nave che trasporta Jet Fuel e un’altra, più grande, è attesa giovedì al porto di Rotterdam. Intanto, come detto l’aeroporto di Brindisi, ieri, ha comunicato di non poter garantire agli aerei la possibilità di fare rifornimento fino alle 12 di oggi. Ma non perché manchi il carburante: uno dei principali fornitori dello scalo ha chiesto una limitazione, vista la richiesta anomala di extra quantitativi di alcuni vettori. Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, non solo ha fatto sapere: «Al momento, da noi, non c'è alcuna emergenza». Ma ha spiegato: «Gli aeromobili provenienti da Milano, Bologna e Venezia hanno fatto rifornimento a Brindisi riducendo significativamente la scorta, che verrà comunque ripristinata nella mattinata di oggi».












