Da ieri a Pasquetta gli automobilisti italiani affronteranno al distributore una stangata da quasi 1,3 miliardi di euro. È la conseguenza dell’aumento dei carburanti provocata dalla guerra del Golfo che ha fatto lievitare il prezzo del pieno nonostante il taglio delle accise deciso dal Governo Meloni. Secondo i calcoli del Codacons nella settimana di Pasqua, secondo i dati ufficiali dei gestori stradali, circoleranno 60 milioni di auto, e che di questi – secondo gli ultimi dati sul parco veicolare italiano - circa il 40% è alimentato a gasolio e il 41,4% a benzina, le restanti sono alimentate a Gpl, metano, ibride e full electric, la stangata sui rifornimenti raggiunge livelli monstre: 1,28 miliardi di euro in più rispetto la Pasqua del 2025. Questo nell’ipotesi di una media di due pieni ad autovettura nell’intero periodo delle festività.

L?associazione dei consumatori ha messo a confronto i prezzi di benzina e gasolio della Pasqua 2025 con quelli correnti. Lo scorso anno il prezzo medio del gasolio nella settimana di Pasqua si attestava a 1,609 euro al litro mentre oggi, secondo i dati Mimit alla data del 3 aprile, il prezzo medio del diesel al self ha raggiunto 2,096 euro al litro. Un incremento del +30,2% rispetto alle feste del 2025 su cui pesa non solo il rally dei prezzi dovuto alla guerra in Iran, ma anche il riallineamento delle accise disposto dal governo a inizio anno: per la benzina infatti l’incremento, nello stesso periodo e grazie al riordino della tassazione, è sensibilmente inferiore e pari al +2,7%. Un litro di gasolio costa così oggi in media 48,7 centesimi di euro in più rispetto alla Pasqua dello scorso anno, pari ad un aggravio di 24,35 euro a pieno, mentre per la benzina, che lo scorso anno costava 1,716 euro al litro e oggi costa 1,763 euro al litro, la maggiore spesa è di +2,35 euro a pieno secondo i calcoli del Codacons.