A settembre, finite le vacanze, i circa duecentomila dipendenti delle Funzioni centrali troveranno in busta paga un aumento medio di 160 euro. Così prevede il nuovo contratto del comparto che è stato firmato in via definitiva ieri all'Aran. In autunno arriveranno anche gli arretrati: un'una tantum fino a 1.300 euro. Oltre alla parte economica, l'accordo per il triennio 2025-27 regolamenta l'uso dell'IA, migliora la disciplina del lavoro agile, potenzia lo sviluppo professionale del personale mediante la previsione di un sistema integrato di valorizzazione delle competenze e rende più flessibile il meccanismo di richiesta e fruizione delle ferie. Infine, il ccnl rafforza i fondi destinati alla valorizzazione del personale, anche attraverso l'incremento delle risorse dei Fondi per il trattamento accessorio.

«Questo è il terzo contratto sottoscritto per il comparto Funzioni centrali in poco più di quattro anni, a conferma della continuità dell'attività negoziale e della capacità del sistema di relazioni sindacali di rispettare tempi sempre più ravvicinati», ha ricordato il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo.Gli aumenti Prosegue dunque il percorso di rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Il comparto delle Funzioni centrali riunisce le lavoratrici e i lavoratori di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Più nel dettaglio, gli aumenti mensili lordi previsti dal nuovo contratto collettivo di lavoro, calcolati su tredici mensilità, sono compresi tra 126 e 221 euro.Le retribuzioni mensili degli operatori fanno uno scatto in avanti di 126,60 euro lordi. Quelle degli assistenti aumentano di 133,20 euro lordi al mese. Per i funzionari l'incremento medio complessivo è pari invece a 161,80 euro lordi e sale a 221 euro lordi per le Elevate professionalità. Capitolo arretrati: sono in arrivo circa 1.300 euro per l'area dei funzionari e circa 1.000 euro per le aree degli assistenti e degli operatori. La firma definitiva sul contratto è arrivata a meno di due mesi dalla pre-intesa, sottoscritta il 9 giugno scorso. «L'accordo torna a riconoscere incrementi delle retribuzioni superiori all'inflazione programmata per il triennio e introduce, novità assoluta per i contratti delle pubbliche amministrazioni, un momento di verifica successivo a salvaguardia del potere di acquisto degli stipendi», ha commentato Federico Bozzanca, segretario generale Fp Cgil. «I neoassunti avranno gli stessi diritti alle ferie del restante personale e viene ampliata la disciplina del lavoro agile, con maggiori tutele per i lavoratori fragili e un incremento delle giornate fruibili», ha aggiunto Rita Longobardi, segretaria generale della Uil Fp. «Il nuovo ccnl porta novità non solo economiche con aumenti stipendiali e arretrati, ma anche il rafforzamento degli istituti della partecipazione e maggiore attenzione allo sviluppo professionale», così la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.Le reazioni «Questo è un contratto innovativo sul piano normativo - ha spiegato il segretario generale della Confsal-UNSA, Massimo Battaglia - perché introduce, tra le altre cose, una regolamentazione contrattuale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale, a tutela della centralità del lavoratore nei processi decisionali». «Pur permanendo alcune criticità, in particolare sul pieno recupero del potere d'acquisto - ha detto Marco Carlomagno, segretario generale della Flp - il nuovo contratto rappresenta un significativo passo in avanti sotto il profilo economico, normativo e professionale». Il precedente contratto, quello relativo al triennio 2022-24, aveva prodotto un incremento retributivo medio a regime di 167,21 euro lordi, contro i 131,42 euro del ccnl precedente. I tre rinnovi contrattuali determinano nel complesso un aumento medio mensile delle retribuzioni pari a 464,49 euro nelle Funzioni centrali.