Bologna, 6 agosto 2026 – È stato l'unico critico musicale ad avere avuto l'onore di un’ampia citazione in un brano che è entrato nella storia della canzone d'autore italiana, Riccardo Bertoncelli.

“Ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate".

Era il 1976 e così Francesco Guccini, nell'Avvelenata, rispondeva all'altrettanto famosa recensione dell'anno prima nella quale il giornalista aveva pesantemente stroncato il disco 'Stanze di vita quotidiana'. Finì con un incontro chiarificatore in via Paolo Fabbri 43, che fu anche l'inizio di una lunga amicizia.

Bertoncelli, quando ha incontrato Guccini l'ultima volta?

“Quattro anni fa abbiamo pranzato insieme a un gruppo di amici della casa editrice Giunti, per la quale lui pubblicava. E, come sempre in queste occasioni, Francesco è stato il protagonista della tavola, divertente, coinvolgente, ricco di aneddoti e di informazioni. Ogni volta mi stupiva la sua capacità di esplorare mondi lontani e diversi, mondi del passato, che ho sempre pensato fossero la sua perfetta dimensione. Poi ci siamo visti alla presentazione del suo disco ‘Canzoni da intorto’, sempre a Milano. Lui mi aveva detto di amare il rum, ma quello che beveva era di una marca pessima. Io, appassionato come lui, gli ho portato una bottiglia pregiata. Volevo un po' viziarlo”.