di
Antonio Polito
Privi di potere, per farsi rieleggere aumentano gli show
Poveri parlamentari, bisogna pur capirli! È facile condannarli per l’ultima «gazzarra» o per l’ennesima «bagarre», termini che ormai si applicano solo alle sceneggiate tra la rissa e l’avanspettacolo nelle un tempo austere aule parlamentari. Facciamo presto noi giornalisti, con moralistico snobismo, a indignarci per cappi sventolati e bende sugli occhi, cartelli issati ed ex capi di Stato profanati. Ma che altro possono fare, oggi in Italia, i rappresentanti del popolo sovrano?
Le leggi non spettano più a loro, e sì che sarebbero il «potere legislativo». Ormai le leggi le fa il governo, abitualmente, con i decreti legge. Emendarle nemmeno possono, quelli dell’opposizione perché devono dire no e basta sennò è «inciucio», quelli della maggioranza possono solo su ordine del segretario del partito, se ha raggiunto un accordo col segretario dell’altro partito in un vertice svoltosi altrove.










