HomeReggio EmiliaCronacaGli eroi granata in lacrime. Da Futre a capitan Zanutta: "Eri il nostro condottiero. Salutaci Ermete e William"Gli aneddoti e i commoventi ricordi dei tanti ex calciatori allenati da Marchioro "Lassù ti farai un sacco di risate col magazziniere Crotti e guarderete la Regia".Gli aneddoti e i commoventi ricordi dei tanti ex calciatori allenati da Marchioro "Lassù ti farai un sacco di risate col magazziniere Crotti e guarderete la Regia".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna vera e propria ondata d’affetto nei confronti di Pippo Marchioro e della sua famiglia. Immancabile il saluto del capitano Michele Zanutta che domani presenzierà anche ai funerali: "Ha rappresentato per tutti noi di quella generazione un punto di riferimento importantissimo. Devo ringraziarlo per tutto quello che mi ha insegnato come uomo e calciatore. Ci faceva giocare un calcio coraggioso, con il 4-3-3 e il fuorigioco a metà campo, sempre al massimo. I risultati arrivavano in maniera quasi automatica perché era un maestro di calcio. Sabato andrò a Cesena a dargli l’ultimo saluto e mi auguro di rivedere tanti ex compagni".

Il timbro sulla leggendaria salvezza in Serie A lo appose Max Esposito e non per caso, dato che fu proprio ‘Pippo’ a lanciarlo in Serie A. "È un giorno tristissimo per me e per tutto il popolo reggiano. Ci lascia un grande allenatore e quello che è stato un secondo padre. Fu lui a farmi esordire in Serie A e soprattutto a crescermi nei modi e nei tempi giusti. Io ero un giovane alle prime esperienze e Pippo fu perfetto nel farmi entrare nel gruppo e nei meccanismi senza mettermi addosso troppe pressioni. Dal punto di vista calcistico era molto avanti per quei tempi". Emerge il tratto della figura paterna – oltre che del tecnico brillante – anche nel saluto commosso di Dario Morello e Nico Facciolo, arrivato attraverso i canali ufficiali del club. Anche se rimase alla Reggiana soltanto un anno, Luca Bucci fu il portiere della prima storica cavalcata verso la Serie A. "Sono davvero dispiaciuto. A Marchioro devo tantissimo della mia carriera, perché nell’anno dell’avvento di una nuova regola (il retropassaggio al portiere che non poteva più raccogliere la sfera con le mani, ndr) fu il primo a capire a fondo le mie qualità, a sfruttarmi come un vero e proprio giocatore e far muovere la squadra anche in base alle mie caratteristiche. Questo è stato un punto di svolta per me. Era un uomo schietto e diretto che ti diceva le cose in faccia. Lo ricordo con affetto e grandissima stima e rivolgo alla sua famiglia le mie più sentite condoglianze".